Presso la Sala Tramogge dei Molini Marzoli di Busto Arsizio si è svolto l’incontro dal titolo “Il ruolo dell’avvocato nella tutela dei diritti umani, occasione di riflessione sul valore della difesa e sull’impegno dell’avvocatura nella salvaguardia delle libertà e dei Diritti fondamentali.
L’iniziativa è stata accompagnata dalla proiezione del docufilm “Nasrin”, dedicato alla figura dell’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh, simbolo internazionale della difesa dei diritti civili e della libertà di espressione.

I saluti istituzionali
L’evento si è aperto con i saluti istituzionali della Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio, Eliana Morolli, che ha sottolineato il ruolo dell’avvocatura quale presidio essenziale dello Stato di diritto e della tutela dei diritti fondamentali della persona.
La tavola rotonda
La tavola rotonda è stata introdotta dall’avv. Concetto Daniele Galati, direttore della Scuola Forense “G. Romagnosi”, il quale ha evidenziato come la funzione dell’avvocato non si esaurisca nella difesa tecnica del singolo caso, ma si inserisca in una dimensione più ampia di tutela dei diritti e delle libertà fondamentali.
Il dibattito è stato moderato dall’avv. Roberto Aventi, responsabile della Scuola Territoriale della Camera Penale di Busto Arsizio.
Sono intervenuti:
- Leonardo Arnau, Presidente della Commissione Diritti Umani del Consiglio Nazionale Forense;
- Federico Cappelletti, co-responsabile dell’Osservatorio Europa UCPI e componente della giuria del Premio internazionale per i diritti dell’uomo “Ludovic Trarieux”;
- Amedeo Barletta, co-responsabile dell’Osservatorio Europa UCPI e Vice-Presidente della ECBA – European Criminal Bar Association.
Gli interventi hanno offerto una riflessione approfondita sul ruolo dell’avvocato nel contesto contemporaneo, evidenziando le sfide poste dalla tutela dei diritti umani sia nei sistemi democratici sia nei contesti nei quali lo Stato di diritto risulta compromesso.
Il docufilm “Nasrin”
Il film racconta la vicenda professionale e personale di Nasrin Sotoudeh, avvocata iraniana perseguitata e incarcerata per il suo impegno nella difesa dei diritti delle donne, dei minori e dei prigionieri politici.
La sua storia testimonia come l’esercizio della professione forense possa assumere un significato che va oltre l’ambito strettamente processuale, trasformandosi in una difesa concreta delle libertà fondamentali e della dignità della persona.
L’avvocatura come presidio dello Stato di Diritto
Il confronto tra i relatori ha messo in luce come l’avvocatura rappresenti uno dei pilastri dello Stato di diritto, svolgendo una funzione essenziale nel garantire l’effettività delle garanzie processuali e la tutela dei diritti fondamentali.
In questa prospettiva, il ruolo dell’avvocato assume una dimensione che travalica la singola controversia: la difesa diventa infatti strumento di protezione delle libertà individuali e di equilibrio nei rapporti tra individuo e potere.

Un momento di riflessione per la comunità forense
L’incontro ha rappresentato un importante momento di confronto per la comunità forense e per tutti coloro che riconoscono nella tutela dei diritti umani un valore fondante della convivenza civile.
Attraverso il dialogo tra esperienze professionali diverse e la testimonianza offerta dal docufilm dedicato a Nasrin Sotoudeh, l’evento ha ribadito l’importanza dell’impegno dell’avvocatura nella difesa delle libertà fondamentali e nel rafforzamento della cultura dei diritti.
Il messaggio di Nasrin Sotoudeh: la forza morale dell’avvocatura


Nasrin Sotoudeh, simbolo internazionale della difesa dei diritti umani ha inviato da Teheran una lettera indirizzata all’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio, alla Scuola Forense “G. Romagnosi” e ai partecipanti al convegno.
Le immagini che accompagnano questo articolo riproducono le due versioni originali della lettera, una in lingua italiana e una in lingua persiana, entrambe firmate da Nasrin Sotoudeh. In queste righe l’avvocata iraniana esprime un profondo ringraziamento per la solidarietà ricevuta dall’avvocatura italiana e per l’attenzione rivolta alla sua vicenda e alla situazione dei diritti fondamentali nel suo Paese.
Il valore di queste parole risiede non soltanto nel loro contenuto, ma soprattutto nella voce da cui provengono. Nasrin Sotoudeh è infatti una professionista che ha pagato personalmente il prezzo della difesa dei diritti: arresti, condanne durissime e lunghi periodi di detenzione per aver assistito donne, oppositori politici e cittadini perseguitati dal regime iraniano.
La sua lettera ricorda con forza che l’avvocatura non è soltanto una professione tecnica, ma una funzione essenziale per la tutela delle libertà fondamentali. Quando la difesa dei diritti diventa scomoda per il potere, l’avvocato è spesso tra i primi a subirne le conseguenze.
Proprio per questo, la testimonianza di Nasrin Sotoudeh rappresenta oggi uno dei simboli più alti del significato etico della professione forense. Le sue parole, inviate da Teheran agli avvocati di Busto Arsizio, costituiscono un richiamo potente alla responsabilità che accompagna l’esercizio della difesa: proteggere i diritti della persona anche quando ciò comporta coraggio, sacrificio e isolamento.
In questa prospettiva, la figura di Nasrin Sotoudeh incarna con straordinaria chiarezza ciò che l’avvocatura può essere nel suo significato più autentico: un presidio di libertà, di dignità e di giustizia.
Rassegna stampa dell’evento
L’iniziativa ha suscitato interesse anche sulla stampa locale, che ha dedicato diversi articoli all’incontro e alla figura dell’avvocata iraniana Nasrin Sotoudeh, simbolo internazionale della difesa dei diritti umani. Un resoconto dell’evento è stato pubblicato da VareseNews – Il semestre della Scuola Forense di Busto Arsizio parte dalla storia di Nasrin Sotoudeh, che ha raccontato il convegno inaugurale del semestre della Scuola Forense dedicato al tema del ruolo dell’avvocato nella tutela dei diritti fondamentali. L’articolo sottolinea come l’incontro, ospitato nella Sala Tramogge dei Molini Marzoli, abbia riunito importanti esponenti dell’avvocatura italiana per riflettere sul ruolo della difesa nella protezione delle libertà fondamentali.
Anche Il Bustese – “Il caso di Nasrin: compito dell’avvocato è difendere i diritti umani” ha dedicato un servizio all’evento, evidenziando il valore simbolico della figura di Nasrin Sotoudeh e la riflessione sul ruolo dell’avvocato come garante dei diritti e delle libertà fondamentali nei sistemi democratici.
Questo incontro si inserisce nel più ampio impegno dell’avvocatura nella tutela dei diritti umani e nella difesa delle libertà fondamentali della persona.